Come e perché nasce questo blog

Come e perché nasce questo blog



In un periodo in cui la musica hip hop è diventata alla portata di tutti, ma celata ai più, questo blog offre una visione ragionevole della scena italiana, particolarmente quella nordica, per distinguere ciò che vale la pena ascoltare e ciò che non è hip hop, ma musica in rima. Queste pagine non vogliono essere un luogo in cui si giudica o si pubblicizza, ma dove si valuta, dove ci si confronta, per capire meglio la musica hip hop, capendo meglio chi la scrive e\o compone: insomma, dove si possa condividere una passione


One love



Rispetta quelli che lo fanno da più tempo
devi andare a tempo e non perdere tempo
Scrivi nuove rime e crea nuove tendenze
e poi il tuo stile e rispetta le scadenze
Ok, come dice il vecchio saggio al terzo Dan
stanno aumentando i fan e diventerai una star


Surfa, "Vuoi fare la rapstar?", da Rap Roba Fresh vol.1

domenica 3 aprile 2011

[Fresh] One Mic - Commerciale

"Questo è il nuovo disco dei One Mic
il nuovo disco commerciale dei One Mic
più è commerciale e più ne parli male
se ne parli male, è commerciale"
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da "Commerciale"
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Eccolo: potente fin dalla prima traccia, complicato, riflessivo senza grosse pretese, da One Mic insomma. Erano passati 6 lunghi anni dal loro ultimo lavoro a 6 mani, ma questo progetto nuovo nuovo li riporta (se n'erano mai andati?) di diritto nelle prime file della scena. Ad un primo ascolto già "5 anni dopo" ti fa risentire tutta la carica che è il marchio di fabbrica della Doner Music (la manciata di tracce di "Donercore EP" del 2009 è un concentrato di esplosiva potenza hip hop!) continuato in "Commerciale", inno alla paradossale ed atavica dicotomia che affligge il mondo hip hop tra underground e commerciale [forse un giorno avrò la capacità di parlarne anch'io, ndr]. L'album si snoda in alcune "pause" che tuttavia mantengono un beat calcato e caldo (quasi materno, in "Guarda avanti" e "Pioggia (rmx)") che fan da "stop and go" a reimmersioni nel mondo autocelebrativo ("Non c'è storia" ci riporta all'Ensi dei palchi delle battle) e arrogante, figlio di una musica fatta da sé. Ma, quasi senza avere il tempo di gustare i bassi e il tono di sfida, ecco che l'album prende un'altra piega, l'ultima piega che fa il tessuto di cui è fatto (tessuto sociale?). Dispiace un po' (a me), però devo dire che, soprattutto di questi ultimi tempi, mi sarei aspettato il momento di deriva melensa molto prima delle ultime 3-4 tracce...meno male. Anche in questo caso non voglio entrare nel merito di dire io cosa un autore debba o non debba fare per "appartenere" alla scena, però devo ammettere che è uno stacco che lascia il segno: in "Scusami" risuona l'eco di Tiziano Ferro, in "Vita morte e miracoli" risuona l'eco dell'equalizzatore (stai già muovendo il collo?)... non seguono l'album, il flow, la strada. Tutto qui. Concludo: One Mic restano uno dei primi gruppi in Italia, questo è indiscusso; e devo dire che hanno ben mescolato i nuovi suoni e stili dell'odierno hip hop, adeguandosi senza restare impagliati nei vecchi, ma senza neanche consegnarsi bigottamente ai nuovi. Bravo Raige, grande Rayden, magnifico Ensi. Da ragazzi così l'hip hop può ripartire (da dove, e verso dove??).
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"Non sono un buon architetto, davvero
costruisco partendo dal tetto
senza un progetto vero"
da "Non ho l'età"
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Sir Biss

sabato 26 febbraio 2011

[Amarcord] Carnicats - Doro Gjat meets Zion I

"Ommioddio, guardate! Un gatto..."
da "I gjats"
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Questo è solo un piccolo esempio, un 8 fresche tracce che riassumono, nella voce (1 di 4) di Doro Gjat, tutto il ritmo originale della Carnia dei Carnicats, gruppo forse un po' nascosto nel panorama italiano (troppo poco gangstar per l'hip hop tamarro e ignorante di oggi?), ma che non può essere lasciato nel dimenticatoio, per il modo leggero e tenace con cui, barra dopo barra, porta l'ascoltatore all'interno delle loro storie musicali, fatte di pioggia e freddo dell'alto Friuli e della malinconia da piccolo paese e grandi montagne, come in "Per chi sta su" featurnig Dek "ill Ceesa", brano di dolcezza rara. L'album è intriso di ironia per l'hip hop da catene d'oro e valori forzati: Jhonny Malaffare e Sonny Macchiavelli, giovani "wanna be" da paese, costruiti in modo da sembrare molto simili a rapper improvvisati sul web che riempiono solo i server di Youtube e MySpace. Anche in questo lavoro l'uso del dialetto friulano, marchio di fabbrica dei Carnicats, è assecondato (Dek "Ill Ceesa" ne è maestro), sempre per rendere tutto più conviviale, come se questi quattro ragazzi facessero gli album per la gente che vive con loro (e forse è così). A proposito di Carnicats e dialetto...volevo segnalarvi ben tre video che han colpito la mia voglia di analizzare la mente dei rapper attraverso le loro canzoni, e che trovate su Youtube.it: #1 il video di "Per chi sta su", #2 un video che "traduce" il brano "Di meno", del 2007 (si intitola Giuann + 21_Di-Meno (a trip to Gorizia) (Carnicats mixtape), #3 il video del brano "Carnicats", del 2008: finalmente un gruppo hip hop che si fa vedere per quello che è e non per quello che deve essere per stare nel gruppo degli zarri ggiusti o dei superundergroundrapperdastrada (essenziale per avere il beneplacito della scena italiana).
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"E nelle valli seguo i fiumi e il loro corso
mi spingo ancor più in alto ed è impossibile che affondo
certe notti alzo gli occhi e sullo sfondo
c'è neve ad alta quota contro un cielo blu profondo"
da "Per chi sta su"
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Sir Biss

mercoledì 23 febbraio 2011

[Skit] P.Ause

" “Pronto Jack fatti un giro dai, non esci da un mesetto” “No guarda, sto preparando questo esame maledetto!” “Ma smettila che pure un mese fa me l’hai già detto” “Eh, immagina l’esame,ora vado che il tempo è stretto!”.. "
Jack the Smoker, "Blocco", dall'album "V.Ita", 2010

giovedì 27 gennaio 2011

[Fresh] Sonbudo - Finalmente

"Quindici anni di freestyle sul palco, milioni di rime senza registrare un album
E finalmente posso dire "Finalmente!"
dopo mille sbatti la mia musica si sente"
da "Finalmente"
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Si può dirlo: finalmente! Anche Sonbudo a.k.a. Rusticoflow (e il rustico si sente), esce con il suo primissimo lavoro da solista. Immortale compagno di featuring, il ragazzo di Verona si è fatto conoscere per le collaborazioni con artisti della scena casalinga come Zampa, Flesha, CapStan e altri, ritagliandosi sempre il suo spazio, ma restando sempre ai margini della scena. Ora ha un album, prodotto da Muttofunk, che regala i classici ritmi di Verona, non ricercati, ma molto in sintonia con i loro artisti, dove per altro la voce dell'mc Budo si amalgama a pennello: e allora che ritroviamo tutta la convivialità dei testi, autocelebrativi e celebrativi della "vita da butei" per la prima parte dell'album (tema molto caro ai veronesi), più cupi e quasi gagsta nella seconda parte (la skit è il giro di boa dell'album), più R'n'B nella terza, per poi finire con novità che sembrano già dei classici (senti la musicalità da hit di "Seduto a decidere"). Quindici anni di permanenza nel mondo hip hop ha fatto crescere questo mc, dalla Zona 34, all'Osteria Lirica, alquesto progetto. Dobbiamo aspettare altri quindici anni ora?
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"Vedremo chi rimarrà in città [...]
vedremo veramente chi ci tiene [...]
Casa e lavoro, ma la fotta è per sempre."
da "Vedremo"
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Sir Biss

martedì 11 gennaio 2011

[Fresh] Bassi and Dj Shocca - Musica che non si tocca

"Abbiamo i classici per tre generazioni:"
da "Musica che non si tocca"
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I due punti nella citazione non sono a caso: dopo partono tutte le migliori produzioni (ci vorrebbero più strofe per elencarle tutti) di queste due colonne (sonore?) dell'hip hop italiano: da Milano Bassi, da Treviso Roc B. Album fresco, che, viste e soprattutto sentite le ultime uscite del genere, ci ricorda che c'è gente che non ha mai cambiato il suo flow, che ha sempre fatto vero hip hop, che ha sempre negli occhi e nelle orecchie i vecchi tempi: i ragazzi del "io c'ero". Malgrado l'attualità delle produzioni, l'album mantiene tutta la storia dei personaggi, facendoci rivivere tutti gli anni duemila (e anche più indietro). Mai noiso, forse semplice ma non scontato (è il miglior Bassi), ma caldo, accogliente e tagliente allo stesso tempo. Shocca è il compagno perfetto per Bassi, sembra servirgli i campioni sul piatto d'argento, e l'mc di Milano (che per me potrebbe rappare anche Jingle Bells che lo ascolterei) riesce, come sempre, ad interpretarli al meglio: senza forzare, senza strafare, ma con una grinta ("fotta" per canonici) che gli ha permesso di restare in piedi per così tanto tempo (ascolta "Wake Up!"). Quindi Sveglia! (cit.), ripartiamo da questi artisti, che, benché avanti con l'età (in nome di chi o che cosa poi sono "vecchi": i rapper non scadono) hanno ancora molto da dare, ma soprattutto da insegnare (basta ascoltare, non giudicare subito) ai giovani. Nota di fondo: quanto è old school Maury B... Gate Keepaz vive tutt'ora.
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"La mia comunità vive di gente che ha in comune il funk
e morirebbe solo per lasciarlo in eredità.
E' solo musica, lo so che pensi ad altri valori
ma è la musica che mi ha donato i giorni migliori"
da "Il suono originale"
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Sir Biss

lunedì 27 dicembre 2010

[Amarcord] Roggy Luciano - Amarcord

"E' questa è la dimostrazione dell'impazzimento derivato dall'isolamento: nel mezzo del flow mi sono perso. Nell'eco della stanza sento le mie note come se prendesse forma l'altrove forma parole..."
da "Dr. Moebius"
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Niente di tutto quello che avete sentito, niente di tutto quello che avete ascoltato,letto,visto: niente è paragonabile nella scena italiana, nel bene è nel male, a Roggy Luciano. E questo voglio metterlo subito in chiaro, perchè per affrontare questo artista (e i suoi 3 album) dobbiamo uscire dagli schemi che attanagliano l'hip hop, soprattutto in questo periodo di omologazione e deriva verso techno e commerciale. Roggy, di cui il racconto delle sue gesta sono affidate al suo biografo ufficiale dr. Giovanni LaMerda, è quello che, nell'underground più spinto, è definito un "One Man Army" (a lui non piacerà questo appellativo), perchè si distacca in maniera indifferente dalle convenzioni: la scelta delle registrazioni da vecchi film o filmati (vedi "L'anno del nevone"), il tono sbiascicato per riempire gli spazi nel beat e l'intuizione geniale dell'utilizzo della registrazione al contrario (più esplicito nel lavoro del 2007 "L'imprevisto") non sono mai state utilizzate in questo modo. Il tono è autunnale, polveroso, crepuscolare, solitario, da casa riscaldata da un camino e un Tavernello; Roggy è incasellabile, sfuggente, non parla di lui nelle tracce benché le stesse raccontino dei suoi viaggi inquietanti e extratemporali; i beat sono vecchia maniera; le rime sembran fatte da un divano anni '60; l'intento è oscuro (autocelebrazione disinteressata?). Aspetto altri album, per conoscerlo meglio (utopia), per capire il velo di misantropia e solipsismo che marca le giornate piovose di Imperia in cui si capiscono meglio le canzoni.
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"...sto fuori dai giochi e mi faccio l'albero a Dicembre
mi permetto di snobbare certe sette, di alternativi che sono l'alternativa al niente.
Poche sfide perse, gare di freestyle,
io sto a casa a scaricare i documentari di Sky [...]
Rivoglio la placenta, la pancia e la coperta..."
da "La folla, bastoncini"
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Sir Biss

venerdì 3 dicembre 2010

YouPush.it chiude: meno male?

"YouPushit va in standby (...) 57 pezzi tutti i lunedì, dando ampio spazio agli artisti più nuovi e pubblicando ogni tipo e genere di rap".
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Con un comunicato che sa di eloquio lapidario il sito Youpush.it chiude i battenti dopo un anno di onorato e costante servizio. Era da tempo che volevo scrivere di questo singolare progetto, portato avanti con costanza da una colonna del rap italiano come Big Fish e un artista che rientra nel genere "YouPush.it" - poi vi spiegherò meglio - come Surfa. Ora che ho davanti tutte le 57 canzoni, permettetemi di avanzare alcune considerazioni sul sito e su quello che viene pubblicizzato al suo interno. YouPush.it, tanto per mettere le cose in chiaro, è quanto di più pubblicitario e commerciale esista: non venite a dirmi che è per far conoscere la scena (perchè apri youtube e la scena te la conosci); o meglio, è per far conoscere una determiata scena e lanciare giovani e meno giovani, famosi e meno famosi, amici e meno amici e amici degli amici; si rammenta infatti che molti degli mc di Youpush.it sono prodotti dagli autori del blog. Oltre a questo noto una ccrta correlazione tra le canzoni qui pubblicate e quelle trasmesse da BeatBox, programma anch'esso defunto, in onda su m2o, e condotto (udite udite) da Fish e Ensi. Ma niente retroscenismi o invidie, la gente in qualche modo deve guadagnarsi da vivere e non c'è niente di male: sono dell'idea che se è rap bello e che piace, non importa che sia o no commerciale; i soldi e la notorietà piaccono a tutti tranne che ai polemici e agli invidiosi. Quello di cui volevo scrivere è il tipo di rap che viene fatto sentire su YouPush.it. E' uno strano rap, un rap delle nuove generazioni, più melodico, ma anche più elettronico: un incroci tra Daniele Vit, Neffa delle origini e Rayden (tre nomi a caso dite?), poco attinente con quello che abbiamo sempre denominato "underground". Ora, punto primo questo rap mi disgusta non poco: è mielenso, poco incisivo, autocelebrativo, sentimentale anche quando vuole parlare di strada e problemi seri (seri?!), e quando pensi che si riesca ad avere un minimo di virilità musicale si cade nel banale e nel volgare (volgare non in senso di "immorale", ma nel senso di "squallido e grottesco"); insomma, nulla a che vedere col rap vero, quello fatto di rime e incastri veloci, di punchlines, di ritmi potenti. Questa è roba da "mollaccioni". Dopo essere andato giù pesante - dovevo togliermela - aggiungo che se si vuole far conoscere la scena, la si fa conoscere tutta intera, quindi si chiede la collaborazione di altri artisti, di altri generi di rap, di altro da quello che ci avete fatto ascoltare in queste 57 lunedì. Certo, uno è libero di pubblicizzare quel che vuole e un altro è libero di ascoltare quel che vuole, ma se si vuole fare una cosa fatta bene, non imitate YouPush.it.
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Sir Biss

domenica 31 ottobre 2010

[Fresh] Mec Namara - Le valigie per restare

"Mecna, la novità, la tua scommessa [...]
tra le proposte giovani sono quella più complessa
non parlo di ferite, di fumo ma di coerenza"
da "Intro"
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E poi non dite che hhitalia si occupa solo di nord! Che poi ci prendono per leghisti accaniti o per gente piena di pregiudizi sull'hip hop del mezzogiorno italiano...Per tutti gli amanti del caldo sound meridionale ecco qua un album dai contorni nitidi e dallo stile inconfondibile: è Mec Namara a.k.a. Mecna, membro dei Microphones Killarz, da S. Giovanni Rotondo (Foggia). Piccolo album, 7 tracce, ma che in modo semplice e conciso, delineano l'autore, il suo personaggio. Mi colpisce questo album perché non si pone grandi pretese se non quelle alla portata di un ragazzo; per un autore che ha sulle spalle lavori come "No sense" (2007) è strano un "ritorno alle origini", un sound e dei testi che si addicono più ad un neofita del mondo hip hop (vedi demo vari). Novità: è chiaro ormai la deriva al soul rap (in "Con i piedi sul mondo" Mad Buddy perde tutta la sua fotta in un giro lento, troppo lento forse); bello il pezzo che chiude il sipario assieme agli altri esponenti del Blue-Nox, team che unisce l'Italia (uniti si, ma con diversi accento) hip hop dal 2009. Conclusioni: un album "di passaggio", corto, deciso, che ben si adatta a quello che vuole esprimere: niente di più di quello che c'è, e di quello che si sente...
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"Abituati al mediocre e alle buffonate
abituati ad abituare
abituatevi alle mani all'altezza dei lampadari
questo è il suono dei foggiani che spezza e vi morde i cani"
da "C'mon"
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Sir Biss

sabato 23 ottobre 2010

[Fresh] Supa - Pre Dico il vero

"Faccio rap indipendente
no cool, no leader
nuova mentalità, sono sicuro che capite
sono già troppi anni che annuite
le vecchie convenzioni, caput, finite"

da "Revolution is now"
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Quando ho aperto questo foum credevo che gli unici album che meritavano uno scritto fossero quelli da me preferiti, invece con "Pre Dico il vero", e spero con "Dico il vero", mi son dovuto ricredere: gli album da hhitalia.blogspot.com sono quelli che mi scuotono, che mi lasciano interrogare, e meglio se sono belli e se sono ritenuti vero hip hop. E' questo il caso di quest'album, lavoro fresco di Supa, scena Milano, SB, CdC. In "Pre Dico il vero" si annuncia, a sipario ancora chiuso, il prossimo disco, in uscita nell'autunno del 2010. Il tono segue il filone di "Zeitgeist", lavoro di dj Nais del 2009 (e qui stretto collaboratore di Supa), ritrovando (o reinventando) il genere di hip hop "impegnato", fatto di tematiche dense quanto attuali, sulla politica, sulla società in cui viviamo, sulla voglia di controcultura (cfr considerazione finale), sulle regole. Nelle 9 tracce di "Pre Dico il vero", nei suoi featuring con Kuno, Duellz e Killa, il tema trattato è il degrado della nostra società, in tutti i suoi fronti: particolare rilievo ha la droga (ops! droga pesante?), vista come segno della bassezza delle serate ggiovani della penisola. In una intervista a fromthecourt.com Supa afferma "non serve a nulla dire a chi la usa di non usarla, ma è meglio che conosca cosa provoca [...]. Io cerco solo di far pensare la gente.". L'intento dell'album è buono: valori, grandi ideali, idee vagamente accettabili e condivisibili...si potrebbe paragonare, con i relativi accorgimenti, ad un nuovo '68. Ma, proprio come nel '68, il rischio è fare di un ideale una ideologia, di un valore un moralismo, una pensiero costruttivo una utopia (e Supa durante questa intervista penso che ne sia al corrente, visto che "c'è il rischio di far diventare tutto una banale predica"). Ma anche a sto giro, ci si ricasca: generalizzazioni di una Italia che ha perso virtù e intelligenza, facile e quanto di meno originale nemico comune (ogni ideologia ce l'ha (...) mister B. (non Bison, quello di Street Fighters), assenza di giudizi. Questa cosa del giudizio è grave, perchè siamo tanto bravi a non giudicare nessuno, ma il giudizio non è una cosa negativa (il pre-giudizio è il male maggiore) perchè, se terminale di un processo ragionevole, ci fa andare al fondo delle cose, facendocele capire meglio. Prima delle considerazioni finali: "Milano come stai" è molto molto bella, ha un misto di Zampa, Dublinerz, Son Budo, libertà...bella. Considerazioni generali: non amo l'hip hop impegnato, datemi del superficiale, ma preferisco leggere il giornale (i cantanti cantino, non facciano politica) se voglio informarmi; per far smettere i ragazzi di farsi di qualsiasi cosa non occorre informazione (cosa credi, che non sappiano cosa provoca? lo sanno meglio di chi non si è mai fatto) ma occorre andare più al fondo, capire cosa desiderano veramente e cosa si aspettano dalla vita...e dalla droga. Insomma: io non ho bisogno di controcultura, né di "cultura non controllata", perchè, come si vede, dall'odio, dall'invidia e dalle lamentele non nasce nulla se non altro odio,invidia e lamentele. Quindi? Voglio una cultura nuova...dico il vero?
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"Cosa mi vuoi vendere
cosa vuoi da me
il mio portafoglio, il mio pensiero
dimmi che cos'é"
da "Paura"
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Sir Biss

venerdì 1 ottobre 2010

[Amarcord] Dublinerz - Low Cost Raiders

"Noi siamo i Dublinerz
chiunque tu sia
fatti imprigionare dalla nostra energia
Dublinerz
siamo solo tre cani
che scrivono una rap enciclopedia"
da "Dublinerz"
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Tre voci che calcano il panorama italiano da tempo si incontrano per questo progetto del 2008, unico nel suo genere ancora oggi: Dublinerz a.k.a. Bassi+Supa+Lord Bean. L'album racconta dei viaggi per il vecchio continente che i tre giovani turisti si vivono, all'insegna della "low cost mentality"; ma il significato è più profondo (lo si sente bene in "Low Coast Raiders"): il senso di impotenza e piccolezza di fronte all'immensità del mondo, delle culture e del creato si mischia con la frenesia fatta di prenotazioni e scali, di veloci birre e check-in. Non c'è tempo, bisogna ripartire. I brani, malgrado i modi diversi di fare hip hop dei tre artisti (confronta "Aria pura", molto Lord Beaniano, con "Tutti quanti", brano da Sano Business), rivelano un buon ritrmo ed una buona contestualizzazione...si sente tutta la calca e gli odori della casbah di Bisanzio, la pioggia e i boccali tintinnanti di Dublino, ricchi di doppio malto. Se era un modo per condensare lo svago di viaggi e vacanze con il lavoro del rapper direi che è riuscito bene: speriamo che la Easyjet continui a fare offerte, e che questi tre continuino a viaggiare, e a scrivere pezzi tanto potenti.
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"Sei nei nostri viaggi mentali e concreti
senti "Dublinerz!" dai megafoni dei minareti"
da "Top Kapi"
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Sir Biss