Come e perché nasce questo blog

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In un periodo in cui la musica hip hop è diventata alla portata di tutti, ma celata ai più, questo blog offre una visione ragionevole della scena italiana, particolarmente quella nordica, per distinguere ciò che vale la pena ascoltare e ciò che non è hip hop, ma musica in rima. Queste pagine non vogliono essere un luogo in cui si giudica o si pubblicizza, ma dove si valuta, dove ci si confronta, per capire meglio la musica hip hop, capendo meglio chi la scrive e\o compone: insomma, dove si possa condividere una passione


One love



Rispetta quelli che lo fanno da più tempo
devi andare a tempo e non perdere tempo
Scrivi nuove rime e crea nuove tendenze
e poi il tuo stile e rispetta le scadenze
Ok, come dice il vecchio saggio al terzo Dan
stanno aumentando i fan e diventerai una star


Surfa, "Vuoi fare la rapstar?", da Rap Roba Fresh vol.1

domenica 31 ottobre 2010

[Fresh] Mec Namara - Le valigie per restare

"Mecna, la novità, la tua scommessa [...]
tra le proposte giovani sono quella più complessa
non parlo di ferite, di fumo ma di coerenza"
da "Intro"
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E poi non dite che hhitalia si occupa solo di nord! Che poi ci prendono per leghisti accaniti o per gente piena di pregiudizi sull'hip hop del mezzogiorno italiano...Per tutti gli amanti del caldo sound meridionale ecco qua un album dai contorni nitidi e dallo stile inconfondibile: è Mec Namara a.k.a. Mecna, membro dei Microphones Killarz, da S. Giovanni Rotondo (Foggia). Piccolo album, 7 tracce, ma che in modo semplice e conciso, delineano l'autore, il suo personaggio. Mi colpisce questo album perché non si pone grandi pretese se non quelle alla portata di un ragazzo; per un autore che ha sulle spalle lavori come "No sense" (2007) è strano un "ritorno alle origini", un sound e dei testi che si addicono più ad un neofita del mondo hip hop (vedi demo vari). Novità: è chiaro ormai la deriva al soul rap (in "Con i piedi sul mondo" Mad Buddy perde tutta la sua fotta in un giro lento, troppo lento forse); bello il pezzo che chiude il sipario assieme agli altri esponenti del Blue-Nox, team che unisce l'Italia (uniti si, ma con diversi accento) hip hop dal 2009. Conclusioni: un album "di passaggio", corto, deciso, che ben si adatta a quello che vuole esprimere: niente di più di quello che c'è, e di quello che si sente...
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"Abituati al mediocre e alle buffonate
abituati ad abituare
abituatevi alle mani all'altezza dei lampadari
questo è il suono dei foggiani che spezza e vi morde i cani"
da "C'mon"
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Sir Biss

sabato 23 ottobre 2010

[Fresh] Supa - Pre Dico il vero

"Faccio rap indipendente
no cool, no leader
nuova mentalità, sono sicuro che capite
sono già troppi anni che annuite
le vecchie convenzioni, caput, finite"

da "Revolution is now"
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Quando ho aperto questo foum credevo che gli unici album che meritavano uno scritto fossero quelli da me preferiti, invece con "Pre Dico il vero", e spero con "Dico il vero", mi son dovuto ricredere: gli album da hhitalia.blogspot.com sono quelli che mi scuotono, che mi lasciano interrogare, e meglio se sono belli e se sono ritenuti vero hip hop. E' questo il caso di quest'album, lavoro fresco di Supa, scena Milano, SB, CdC. In "Pre Dico il vero" si annuncia, a sipario ancora chiuso, il prossimo disco, in uscita nell'autunno del 2010. Il tono segue il filone di "Zeitgeist", lavoro di dj Nais del 2009 (e qui stretto collaboratore di Supa), ritrovando (o reinventando) il genere di hip hop "impegnato", fatto di tematiche dense quanto attuali, sulla politica, sulla società in cui viviamo, sulla voglia di controcultura (cfr considerazione finale), sulle regole. Nelle 9 tracce di "Pre Dico il vero", nei suoi featuring con Kuno, Duellz e Killa, il tema trattato è il degrado della nostra società, in tutti i suoi fronti: particolare rilievo ha la droga (ops! droga pesante?), vista come segno della bassezza delle serate ggiovani della penisola. In una intervista a fromthecourt.com Supa afferma "non serve a nulla dire a chi la usa di non usarla, ma è meglio che conosca cosa provoca [...]. Io cerco solo di far pensare la gente.". L'intento dell'album è buono: valori, grandi ideali, idee vagamente accettabili e condivisibili...si potrebbe paragonare, con i relativi accorgimenti, ad un nuovo '68. Ma, proprio come nel '68, il rischio è fare di un ideale una ideologia, di un valore un moralismo, una pensiero costruttivo una utopia (e Supa durante questa intervista penso che ne sia al corrente, visto che "c'è il rischio di far diventare tutto una banale predica"). Ma anche a sto giro, ci si ricasca: generalizzazioni di una Italia che ha perso virtù e intelligenza, facile e quanto di meno originale nemico comune (ogni ideologia ce l'ha (...) mister B. (non Bison, quello di Street Fighters), assenza di giudizi. Questa cosa del giudizio è grave, perchè siamo tanto bravi a non giudicare nessuno, ma il giudizio non è una cosa negativa (il pre-giudizio è il male maggiore) perchè, se terminale di un processo ragionevole, ci fa andare al fondo delle cose, facendocele capire meglio. Prima delle considerazioni finali: "Milano come stai" è molto molto bella, ha un misto di Zampa, Dublinerz, Son Budo, libertà...bella. Considerazioni generali: non amo l'hip hop impegnato, datemi del superficiale, ma preferisco leggere il giornale (i cantanti cantino, non facciano politica) se voglio informarmi; per far smettere i ragazzi di farsi di qualsiasi cosa non occorre informazione (cosa credi, che non sappiano cosa provoca? lo sanno meglio di chi non si è mai fatto) ma occorre andare più al fondo, capire cosa desiderano veramente e cosa si aspettano dalla vita...e dalla droga. Insomma: io non ho bisogno di controcultura, né di "cultura non controllata", perchè, come si vede, dall'odio, dall'invidia e dalle lamentele non nasce nulla se non altro odio,invidia e lamentele. Quindi? Voglio una cultura nuova...dico il vero?
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"Cosa mi vuoi vendere
cosa vuoi da me
il mio portafoglio, il mio pensiero
dimmi che cos'é"
da "Paura"
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Sir Biss

venerdì 1 ottobre 2010

[Amarcord] Dublinerz - Low Cost Raiders

"Noi siamo i Dublinerz
chiunque tu sia
fatti imprigionare dalla nostra energia
Dublinerz
siamo solo tre cani
che scrivono una rap enciclopedia"
da "Dublinerz"
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Tre voci che calcano il panorama italiano da tempo si incontrano per questo progetto del 2008, unico nel suo genere ancora oggi: Dublinerz a.k.a. Bassi+Supa+Lord Bean. L'album racconta dei viaggi per il vecchio continente che i tre giovani turisti si vivono, all'insegna della "low cost mentality"; ma il significato è più profondo (lo si sente bene in "Low Coast Raiders"): il senso di impotenza e piccolezza di fronte all'immensità del mondo, delle culture e del creato si mischia con la frenesia fatta di prenotazioni e scali, di veloci birre e check-in. Non c'è tempo, bisogna ripartire. I brani, malgrado i modi diversi di fare hip hop dei tre artisti (confronta "Aria pura", molto Lord Beaniano, con "Tutti quanti", brano da Sano Business), rivelano un buon ritrmo ed una buona contestualizzazione...si sente tutta la calca e gli odori della casbah di Bisanzio, la pioggia e i boccali tintinnanti di Dublino, ricchi di doppio malto. Se era un modo per condensare lo svago di viaggi e vacanze con il lavoro del rapper direi che è riuscito bene: speriamo che la Easyjet continui a fare offerte, e che questi tre continuino a viaggiare, e a scrivere pezzi tanto potenti.
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"Sei nei nostri viaggi mentali e concreti
senti "Dublinerz!" dai megafoni dei minareti"
da "Top Kapi"
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Sir Biss